Tutto quello che vedo:

TUTTO QUELLO CHE VEDO:

 

I libri sono stati i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici,
la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio;
di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità.

Cit. Jean-Paul Sartre.

Diritti del Blog Luisa Aliotta. ©

Una opinione su "Tutto quello che vedo:"

  1. Filosofia. Se la parola produce fastidio, le cose scritte in questo sito possono lenire il prurito, il malessere e forse anche la rivolta interiore, il disprezzo (mi spiace per L.A., ma odiare è un movimento dell’anima, disprezzare è una conta a sottrarre, che con il sentire ha poco a che fare), che molti filosofi da salone del libro provocano in me. Il punto di vista dell’autrice è autenticamente spiazzante, coniuga il Divino Marchese e dei giganti del pensiero di cui lui, De Sade, si sarebbe fatto sberleffo. Ma è per questo che leggere e non essere (sempre) d’accordo provoca una coazione a ripetere: fin dove il disaccordo non sconfina nel disamore va tutto bene.

    Ringrazio IG per aver scoperto la donna che guarda, e guarda chiudendo gli occhi sull’ovvio. Per fortuna.

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